Appalosa Cavallo

Aspetto generale: cavallo da sella di tipo mesomorfo
Luogo di origine: USA
Altezza al garrese: 142-163 cm
Peso: 430-570 kg
Testa: proporzionata, asciutta, dal profilo rettilineo; fronte ampia; occhi dalla caratteristica sclera (parte dell'occhio che circonda la pupilla) bianca; orecchie di medie dimensioni e di forma piuttosto affusolata. Caratteristica di razza è la screziatura di colore della pelle attorno a naso e bocca.
Collo: portato con fierezza, ampio e muscoloso
Petto: profondo, non eccessivamente largo
Spalle: lunghe e spioventi
Garrese: rilevato e ben definito
Arti anteriori: avambraccio muscoloso, lungo, ampio e raccordato ad un ginocchio forte; stinco breve, largo; piede forte. Caratteristica di razza è lo zoccolo striato verticalmente
Arti posteriori: potentemente muscolati. Garretti forti
Criniera e coda: poco folte
Mantello: è la caratteristica che rende questa razza amata e largamente diffusa in tutto il mondo. Ecco le varietà di colore presenti nell'Appaloosa:
- Coperta bianca: area completamente bianca che di solito si estende fino all'area del bacino, ma può arrivare fino al garrese ed oltre.
- Colore di base: qualsiasi.
- Coperta maculata: area di base bianca che presenta macchie ( spots ) dello stesso colore di fondo. Come la precedente, può estendersi dall'area del bacino fin oltre al garrese.
- leopard: il colore di base è bianco, e su questo si estendono macchie di colore. La forma e dimensione di queste sono caratteristiche del soggetto. Talvolta sono poche e molto piccole, allora la varietà di mantello si chiama few spot leopard.
- Roano ("vernice") o marmo: fronte e guance del cavallo, groppa e fianchi presentano una mescolanza di peli chiari e scuri, in aree di colore chiaro. Spesso si presentano aree di colore più scuro lungo i bordi di fronte, arti, occhi, anche e gomiti e sono chiamate "macchie di vernice", e distinguono il colore del cavallo dal tradizionale roano.
- screziato ( mottled ): è un few spot leopard completamente bianco, dove appare solo il colore perlato di fondo.
- coperta roana ( frost ): cavallo che presenta del roano sul bacino o sulla groppa. Coperta estesa all'area del bacino e anche oltre.
- roano con coperta e spots: cavallo con coperta roana e macchie scure entro l'area dove è diffuso il roano.
I colori di base ammessi per l'Appaloosa sono: baio, baio oscuro, sauro, morello, palomino, cremello/perlino, sorcino o "grullo". E' ammesso anche il colore "solid" (unicolore, senza alcuna traccia di coperta) nell'Appaloosa, purchè le caratteristiche della razza (sclera bianca, screziatura della pelle del muso, striatura dello zoccolo) siano mantenute. L'assenza di queste rendono difficoltosa l'identificazione del soggetto come appartenente alla razza.
Origini e storia
La presenza di cavalli maculati in varie parti del mondo è testimoniata da pitture rupestri ben prima della nascita della razza Appaloosa; ne abbiamo testimonianze in Francia (pitture di Lascaux e Perle-Merle) risalenti a circa 18000 anni avanti Cristo; ma anche altre civiltà, come Persiani, Greci e Cinesi testimoniano di conoscere questo tipo di mantello nel cavallo grazie a manufatti rinvenuti nei siti storici. In Europa, sembra che un ruolo fondamentale per la diffusione del mantello maculato lo abbia avuto l'Austria con i suoi Lipizzani, dove nel XVI secolo, e fino al XVIII, questo colore era frequente. Questi appariscenti cavalli furono esportati in tutta Europa; in particolare ce ne fu grandissima richiesta presso le corti della nobiltà come cavalli da sella, da carrozza e da parata di grande pregio. Giunsero anche in Spagna, e da lì, tramite i conquistadores e i primi coloni spagnoli che si stabilirono nelle terre da poco scoperte, in America ( primi del 1500)
Popolazione indiana dei Nasi Forati
Questi indiani abitavano la zona degli Stati Uniti dove oggi si trovano gli stati dell'Oregon, Washington e una parte dell'Idaho. Vivevano come pacifici coltivatori e allevatori di cavalli, di cui avevano acquisito un'eccellente pratica: usavano castrare gli stalloni di mediocre qualità e tenere in riproduzione solo i migliori soggetti. I loro animali erano molto richiesti e pagati a prezzi altissimi. Ottenuti i loro primi soggetti dagli Indiani Shoshoni verso il 1730, già ai primi del 1800 l'esploratore americano Meriwether Lewis scriveva, dei loro cavalli: " I soggetti sembrano essere di ottima razza [...] Sono alti, ben formati, nevrili, robusti [...] Molti di questi cavalli hanno grandi macchie bianche irregolarmente sparse e mescolate con baio o nero". Nel 1863 un trattato ridusse la loro terra del 90% a seguito della pressione esercitata sulle tribù dai cercatori d'oro e dai nuovi coloni; la guerra che ne seguì portò alla dispersione dei Nasi Forati e alla definitiva resa degli ultimi ribelli riuniti sotto la guida del Capo Giuseppe. I loro cavalli, più di un migliaio, furono catturati e venduti o uccisi sul posto. Molti, però, fuggirono o furono abbandonati lungo la via del ritorno; agli indiani superstiti, relegati in riserve, non fu concesso di continuare ad allevare i loro cavallini veloci e resistenti, ma furono dati pochi cavalli da tiro adatti ai lavori agricoli. Nonostante un piccolo nucleo di cavalli dei Nasi Forati sopravvissero dopo il 1877, la razza fu dimenticata per più di 60 anni. Qualche cavallo di qualità continuò ad essere riprodotto, ma la maggior parte fu utilizzato dai coloni per i lavori nei ranch, per spettacoli equestri e in altre forme di intrattenimento. La razza era inizialmente chiamata Palouse horses, cavalli del Palouse, in riferimento al fiume Palouse che scorre nel cuore del territorio di quello che una volta era il territorio dei Nasi Forati. Da lì ad evolversi in a Palouse horse fino ad Appaloosa horse il passo è breve...
Ci sono testimonianze anche di "storpiature" del nome in Appalucy, Apalousey, Appaloosie.
La razza tornò prepotentemente alla ribalta quando, nel 1937, un articolo a cura del professore di storia Francis Haines fu pubblicato sulla famosa rivista Western Horseman e risvegliò enorme interesse. Poco dopo fu fondato il Club di Razza, che riuniva i pochi allevatori, con sede nel cuore della terra che vide nacquere l'Appaloosa: l'Idaho. Per rivitalizzare la razza furono utilizzati selezionati stalloni Arabi, ed in seguito anche il Purosangue Inglese, il Morgan e il Quarter Horse. Oggi le razze con cui è possibile incrociare l'Appaloosa sono limitate a tre: Arabo, Purosangue e Quarter.
Attitudini
Cavallo molto eclettico, fa della sua docilità la caratteristica principale, che lo rende estremamente adatto, e diffuso, anche nell'equitazione amatoriale, come cavalcatura per principianti, per bambini e per la pet-therapy. Molto diffuso nelle discipline western, dove eccelle nelle classi di halter (sempre molto affollate) per la spettacolarità dei suoi mantelli, ma anche montato nel reining, nel cutting, nell'horsemanship. Diffusissimo come cavallo da spettacoli e da circo, sia per la sua bellezza, sia per l'intelligenza, la docilità e la volenterosità con cui apprende quello che l'uomo desidera insegnargli.
Curiosità
Purtroppo è una razza afflitta da diversi problemi di salute, spesso legati al complesso genetico del mantello leopard. Una di queste è la cecità notturna congenita non progressiva (congenital stationary nigh blindness), legata al gene LP quando questo si presenta in forma omozigote. L'animale affetto presenta gravi difficoltà nella visione notturna. Un altro grave problema della razza, specialmente nei soggetti di colore più chiaro o roano, è l'uveite ricorrente; il 25% di tutti gli equini colpiti da questa malattia è Appaloosa. Se non trattata precocemente, questa patologia porta rapidamente alla cecità.





























