Criollo Cavallo Argentino

Foto di: www.criollo-horse.com
Aspetto generale: cavallo da sella di tipo mesomorfo
Paese di origine: America del Sud
Altezza al garrese: 140-148 cm
Peso: 400-500 kg
Testa: profilo rettilineo o leggermente convesso. Di aspetto leggero, con base ampia, con fronte spaziosa e piatta e occhi grandi e vivaci. Le orecchie sono larghe alla base e terminano affusolate.
Collo: di media lunghezza, muscoloso, sufficientemente convesso
Spalla: lunga, inclinata e ben muscolata
Tronco: molto profondo
Dorso: di media lunghezza, largo e muscoloso
Garrese: mediamente rilevato
Petto: mediamente largo, muscoloso
Groppa: lunga e muscolosa, mediamente larga e leggermente inclinata
Arti anteriori: di media lunghezza, molto forti, stinchi dotati di buona circonferenza e pastorali correttamente obliqui
Arti posteriori: lunghi, asciutti, con quarti profondi e muscolosi.
Criniera e coda: folte e densamente popolate di crini
Mantello: ammessi tutti i colori escluso l'appaloosa
Origini e storia
Il Criollo trae le sue origini nei cavalli giunti nell'America del Sud a seguito degli Spagnoli e dei Portoghesi durante il periodo coloniale del Sedicesimo secolo. Erano soggetti di grande valore, considerati i migliori del mondo allora conosciuto: Berberi, Andalusi, Arabi. Si dispersero durante gli scontri con le popolazioni Indios locali, e vissero per lunghi secoli in totale libertà, selezionati dalle condizioni ostili del territorio. Si diffusero un po' ovunque nel continente sudamericano, ma con maggior concentrazione in Argentina. Dopo circa quattrocento anni di incroci avvenuti allo stato brado e nel totale oblio, ci si tornò ad interessare a questo cavallino brado forte e robusto, dalle notevoli capacità di sostentarsi con pascoli e cibo di scarsa qualità. Iniziò ad essere largamente utilizzato nei lavori di fattoria, per il governo del bestiame o per traino leggero. Durante il Diciannovesimo secolo, molte giumente catturate da mandrie selvatiche furono incrociate con cavalli da sella o da tiro locali, creando dei meticci o "mestizi", con il rischio di far scomparire la razza Criolla pura. Intervennero allora, agli inizi del Novecento, dei veri appassionati allevatori, come Emilio Solanet, che iniziarono a girare Argentina, Perù, Uruguay, fino a spingersi in Patagonia per recuperare mandrie selvatiche non contaminate da sangue estraneo. Nel 1918 fu creato un Registro Genealogico della razza e furono definiti gli standard.
Carattere e morfologia
Il Criollo è un cavallo di straordinaria resistenza, specialmente se rapportato ai suoi minimi fabbisogni in termini di cibo e acqua. Basti pensare che, come prova obbligatoria per l'ammissione al registro anagrafico, era un tempo obbligatoria una prova di resistenza di 750 km da coprirsi in 15 giorni, in cui i cavalli si nutrivano, sia per i 30 giorni prima della partenza, sia durante tutto il tragitto, rigorosamente soltanto del pascolo che incontravano sul loro percorso, talvolta molto povero. Questa prova è tuttora in auge ed estremamente partecipata, seppur non più obbligatoria. Il Criollo è una razza volenterosa e docile, molto adatta a cavalieri di ogni età grazie alla sua taglia contenuta, al suo carattere piacevole e desideroso di lavorare. Viene impiegata oramai in molte discipline, specialmente quelle che richiamano le sue funzioni originarie e che più mettono in luce le sue doti: team penning, barrel racing, gimkane, gare di fondo. Tuttora nella sua terra natia è indispensabile alleato dei gauchos, i cowboy sudamericani, per il lavoro con le sterminate mandrie di bestiame.
Curiosità
Un tempo questi cavalli, talvolta al termine di una carriera di lavoro più o meno lunga nei luoghi di origine, venivano imbarcati per l'Europa a decine in grandi navi merci e affrontavano viaggi lunghissimi e molto disagevoli, settimane interminabili sull'Oceano, a cui spesso non sopravvivevano. Negli ultimi anni, grazie ad una rinnovata sensibilità nei confronti del benessere animale e anche all'aumento notevole del valore economico del cavallo Criollo, i viaggi per nave sono diventati molto più confortevoli, ma, se possibile, si preferisce spostarli per via aerea. Sono nati comunque molti ottimi allevatori in tutta Europa che producono in loco soggetti di alta qualità.





























