Anglo Arabo Sardo Cavallo

Foto di: marixedda.altervista.org
Aspetto generale: cavallo da sella di tipo dolicomorfo
Altezza al garrese: 156-170 cm. Se ne individuano tre tipologie distinte:
- piccola (156-158 cm)
- media ( 158-165 cm)
- grande ( oltre 165 cm)
Peso: 450-600 kg
Testa: leggera, corta, con profilo rettilineo; orecchie piccole e mobili. Ampie narici. Occhi intelligenti, grandi ed espressivi.
Collo: attaccato alto, leggero e muscoloso
Spalla: lunga e obliqua
Garrese: rilevato e ampio
Petto: largo e muscoloso
Groppa: lunga e giustamente inclinata, con torace ampio
Dorso: diritto o leggermente insellato, reni corte
Arti: solidi e robusti ma non pesanti, con piede proporzionato e unghia forte
Mantello: baio, baio oscuro, sauro. Più rari grigio e morello
Origini e storia
Orgoglio e vanto di una regione italiana, la Sardegna, che ha sempre rivolto una grandissima attenzione al suo patrimonio zootecnico, l'Anglo Arabo Sardo affonda le sue origini nei primi del '500 con gli incroci operati dagli Aragonesi, che governarono la Sardegna per circa tre secoli tra il XIII e il XVI secolo. Ferdinando II il Cattolico accoppiò cavalli indigeni, già frutto di incroci tra cavalli di sangue orientale importati dai Cartaginesi in epoca pre-romana e cavalli arabi arrivati sull'isola a seguito delle scorrerie saracene dei secoli precedenti, con cavalli andalusi. Si rivelò una scelta felice: i soggetti che ne derivarono si presentavano ottimi cavalli da sella, robusti, nevrili e docili, che riuscivano a competere perfino con i formidabili soggetti spagnoli. Un ulteriore apporto fu dato dal centro di allevamento di Tanca Regia, in auge in quei secoli per la sua importanza nell'ambito della selezione, gestito dai sovrani locali sardi, i Giudici di Arborea. Qui la razza assunse una definizione più marcata, la produzione venne regolamentata con criteri più rigidi, e la selezione si orientò verso due tipi morfologici: un tipo di statura maggiore, testa più pesante con profilo montonino, dorso più insellato; l'altro, che risentiva maggiormente dell'apporto di sangue Arabo, presentava taglia inferiore, testa piccola e quadrata, arti sottili. Quando l'amministrazione dell'isola passò sotto la casa Savoia, iniziò per la razza un inarrestabile declino, dovuto all'immissione indiscriminata di sangue di svariate razze senza più il controllo dello storico centro di selezione, nel frattempo soppresso. Bisognò attendere i primi anni del '900 per vedere i primi segnali di ripresa, grazie anche al fatto che il Deposito Stalloni di Pisa fu trasferito presso Ozieri, e lì operarono riproduttori Arabi di straordinario impatto per la razza. Svolta decisiva fu anche lo sbarco sull'isola, nel 1938, dello stallone purosangue inglese Rigogolo, che operò a lungo e con tale successo da essere considerato il vero capostipite della razza. Nonostante ad oggi la percentuale di sangue inglese sia prevalente, un soggetto può essere considerato un Anglo Arabo Sardo solo se ha almeno il 25% di sangue arabo.
Attitudini
Cavallo agile e nevrile dalla spiccata attitudine agli sport, ha trovato ampia diffusione come cavallo da sella fin dalle sue origini, quando veniva impiegato dall'esercito. Eccelle in tutte le discipline, da quelle agonistiche come il salto a ostacoli (dove trova diffusione anche a livello internazionale), il completo, l'endurance, le corse in piano (date le sue doti notevoli di velocità, è secondo solo al suo antenato Purosangue Inglese) fino a riscuotere grande successo come cavalcatura da trekking e da maneggio, sebbene il suo carattere focoso non lo renda indicato a cavalieri alle prime armi. Nella sua terra di origine, dove viene allevato allo stato semibrado, è considerato un simbolo dell'orgoglio sardo, e viene utilizzato, adornato con preziosi finimenti, nelle giostre e nelle feste locali.





























