Cavallo Akhal-Teke

Aspetto generale: cavallo da sella di tipo dolicomorfo
Paese di origine: Turkmenistan
Altezza al garrese: 147-163 cm
Descrizione: cavallo che colpisce per il suo mantello unico nel panorama equino; il colore tipicamente buckskin (camoscio) o palomino (ma può essere anche baio, morello, sauro, grigio, perlino), assume in questa razza una particolare tonalità metallica, tanto da guadagnargli il nome di cavallo dorato. La testa è lunga e affusolata, dal profilo rettilineo o leggermente montonino. Le orecchie sono lunghe, gli occhi grandi, a forma di mandorla e distanziati. Il collo molto lungo e sottile, attaccato e portato alto, con criniera poco folta. Dorso lungo e con muscolatura non evidente, con groppa piuttosto piatta e spalle angolate. Garrese rilevato. La pelle è molto sottile. Arti lunghi e sottili.
Origini e storia
Le origini della razza possono essere fatte risalire ad oltre 3000 anni prima di Cristo, quando sul suolo dove ora sorge il Turkmenistan, e zone limitrofe, galoppava un suo predecessore, il cavallo di Nisaia, di cui sono stati trovati reperti archeologici. Si poteva parlare non di una vera e propria razza, ma di un sottotipo, come ve ne erano molti, visto che la popolazione umana era frazionata in tribù, e spesso ognuna custodiva gelosamente il proprio patrimonio equino senza che avvenissero grossi scambi genetici. E' tuttora in dubbio se la razza abbia subito l'influenza di apporto di sangue Arabo, intorno al XV secolo, oppure se sia una delle razze che hanno un progenitore comune con l'Arabo. Di certo sappiamo che la razza si è sviluppata nel corso di secoli e secoli di dura selezione, vivendo fianco a fianco delle tribù turkmene per le quali essa era l'unica fonte di sostentamento: esse sopravvivevano grazie alle razzie, per il successo delle quali la velocità e la resistenza dei loro destrieri era vitale. Con la conquista e l'annessione dell'Asia Centrale da parte dell'impero russo prima, e l'avvento dell'URSS poi, l'Akhal-Teke conobbe un rapido declino che ridusse la razza, un tempo numerosa e tenuta in altissima considerazione, ad essere consumata come carne da macello, fino a che ne rimasero pochi esemplari. Solo allora ci si rese conto che un tesoro di inestimabile valore si stava perdendo, e ci si precipitò a recuperare ciò che era giunto sull'orlo dell'estinzione. Tuttora la razza soffre gravemente di problematiche dovute alla stretta consanguineità a cui si è necessariamente fatto ricorso per implementare il basso numero di individui a fronte dell'alta domanda di soggetti.
Attitudini
L'Akhal-Teke è estremamente agile ed atletico, dotato di grandi potenzialità quale cavallo da salto ostacoli, dressage, endurance, e anche corse in piano, per le quali è molto diffuso in Russia ed in patria. Considerato il simbolo della sua patria, difficilmente altre razze vi trovano spazio nelle competizioni equestri. Si è tentato, ma con scarsissimo successo, di introdurre soggetti frutto di incrocio tra Purosangue Inglese e Akhal-Teke per aumentare la velocità.





























