Cavallo Budjonny

Foto: Millionhorse.com
Aspetto generale: cavallo da sella di tipo meso-dolicomorfo
Paese di origine: Russia
Conformazione: testa ben proporzionata con profilo rettilineo. Collo lungo e sottile anche negli stalloni; garrese rilevato. Spalle spioventi; petto largo e profondo; schiena lunga e diritta; groppa leggermente inclinata. Arti lunghi, forti, con unghie di buona ampiezza e durezza. Mantello: prevalentemente sauro, ma anche baio, morello o grigio.
Altezza al garrese: 160-165 cm
Origini e storia
La razza Budjonny deve il suo nome all'omonimo maresciallo di cavalleria dell'esercito bolscevico Seymon Budjonny, divenuto famoso durante la Rivoluzione Russa. Egli volle creare una razza da cavalleria atta a sostituire le enormi perdite subite a causa della Prima Guerra Mondiale. La splendida razza che ne risultò ebbe uno straordinario successo, non solo come cavallo da guerra, utilizzato poi nel secondo conflitto mondiale, ma anche come soggetto da parata, da dressage, da carrozza. Il maresciallo utilizzò fattrici di razze locali Don e Chernomor con stalloni Purosangue, e i primi discendenti di questi soggetti furono chiamati Anglo-Don. I migliori soggetti venivano riaccoppiati tra loro e di nuovo con stalloni Purosangue ed erano testati, all'età di 2-4 anni, nelle gare di velocità ed altre prove di equitazione. La razza fu riconosciuta nel 1949.
Caratteristiche fisiche e generali
La criniera e la coda un po' "povere" sono costituite da crini sottili e sericei e sono caratteristiche estremamente diffuse che derivano sia dal Don che dal purosangue inglese "vecchio stampo". Il collo alto e lungo termina in un alto garrese e in una spalla sufficientemente inclinata. La testa e il collo sono di giuste dimensioni, con il capo caratterizzato da un profilo diritto o leggermente concavo. Il Budjonny è un cavallo piuttosto fine, per cui nemmeno gli stalloni hanno mai colli esageratamente voluminosi. Le zampe sono sottili e leggere anche se dimostrano qualche difetto nella qualità delle articolazioni. Questo cavallo è stato messo severamente alla prova su pista e su lunghe distanze. Ha una struttura ossea leggera con una massa corporea pesante. Il groppone è diritto e corto con la tendenza ad essere ampio e piatto; le reni sono allargate e la linea dorso-lombare lunga in genera dritta. Il pelo è estremamente caratteristico e somiglia forse solo all'akhal- teke, ma risulta comunque piuttosto differente e comunque non ricorda il manto di nessun altro cavallo: anche col freddo sembra corto, ma è estremamente fino, fitto e caldo, per cui anche d'inverno non appaiono mai irsuti. I caratteristici riflessi metallici sono invece patrimonio comune del don, cui probabilmente sono stati trasmessi dagli apporti di sangue turkmeno. La pelle è piuttosto sensibile, sottile tanto da mettere il reticolo vasale in grande evidenza. Questi cavalli sono pieni di sangue e personalità, divengono docili al loro padrone e sanno essere anche molto affettuosi, ma solo se questi sa conquistarne il rispetto con l'autorevolezza e la decisione, mentre è spesso difficile piegarli con la violenza, in quanto orgogliosi e di temperamento "caldo", coraggiosi e generosi. Sono galoppatori straordinari, spesso di indole competitiva, ma mai attaccabrighe.
Attitudini
In passato molto presente sulle piste delle gare di velocità dell'ex Unione Sovietica, questa selezione verso l'agonismo spinto ha reso il Budjonny un cavallo dal carattere molto nevrile e scattante, ma al contempo è molto fedele e obbediente al suo proprietario, se questi sa conquistarsene la fiducia con fermezza e dolcezza, senza utilizzare mezzi coercitivi e violenti. Il suo utilizzo oggi va dai campi di gara del salto ostacoli e del dressage, all'endurance, alle corse di fondo, nelle quali eccelle per la grande resistenza di cui è dotato.





























