Geco Leopardino

Leopard gecko

Nome scientifico: Eublepharis Macularis

Origine e vita in natura

Il geco leopardiano, o Eublepharis Macularis, è un piccolo sauro originario dell’Afghanistan, Iraq, Iran Pakistan e di alcun regioni dell’ india. Questo animale e diffuso soprattutto nel Pakistan, a partire dalle zone pianeggianti sulla costa, fino ai 2000-2500 metri sopra al livello del mare. Smentendo quello che molti pensano le zone prettamente desertiche e sabbiose vengono evitate da questi gechi. I quali preferiscono un habitat roccioso con presenza di arbusti bassi. Questi animali passano le giornate nascosti in tane ed anfratti frequentati da più esemplari d’età e misure differenti. Appena cala il sole le tane si svuotano e ogni sauro esce per conto suo per procacciarsi il cibo. Una cosa molto curiosa è che questi animali così apprezzati dai terrariofili per la loro indole docile, vengono invece temuti ed uccisi alla più minima occasione nelle loro terre d’origine. Si crede infatti che siano velenosi e portatori di sciagure.

Caratteristiche fisiche

Corpo: Questi gechi sono sostanzialmente terricolo, non sono dotati infatti di lamelle sub digitali, che permetterebbero loro di arrampicarsi anche sulle pareti lisce. Hanno corpo e coda massicci e cilindrici. Una caratteristica di riconoscimento è la coda, che mostra il loro stato di salute. 1 dettaglio della coda di forma cilindrica. Essi infatti accumulano i grassi in questa, che si presenterà tonda e paffuta se l’animale mangia a sufficienza

Muta: Tutti i rettili e quindi anche i leopardiani fanno la muta. Questo è dovuto al fatto che l’ epidermide non cresce con il resto del corpo e quindi va cambiata. Il periodo in cui il geco cambia la pelle è delicato e fonte di stress. Cercherà un posto umido, buio e caldo per stare tranquillo; l’ exuvia verrà tolta a brandelli con l’aiuto della bocca e successivamente mangiata. Con i nostri amici in terrario dovremmo stare attenti agli eventuali residui di pelle che potrebbero rimanere attaccati al corpo, e prontamente eliminarli con un po’ di cotone imbevuto di acqua o di camomilla tiepida.

Dimorfismo sessuale: La differenza tra maschi e femmine si inizia a notare verso il quarto mese d’età, grazie all’ apparizione di pori posti appena sopra alla cloaca nei maschi, e saranno molto marcati a formare una “V”, nelle femmine invece saranno meno visibili, fino ad essere totalmente assenti in alcuni esemplari. Si noteranno poi all’ attaccatura della coda, nei maschi, due rigonfiamenti che non sono altro che le sacche contenenti gli emipeni.Altri depositi adiposi. Una domanda che spesso si legge sui vari forum da parte dei neofiti è: “il mio geco presenta dei rigonfiamenti sotto le ascelle, cosa sono?”. Non sono altro che grassi in eccesso accumulati dietro le zampe anteriori. Segno che bisognerà modificare la dieta!

Organo di Jacobson: Tutti credo che conoscano questo organo. Ma per lo più si associa ai serpenti. Anche il geco leopardiano ne è dotato. E’ un organo molto simile a quello olfattivo che permette di analizzare le particelle raccolte con la lingua, ed è posto alla sommità del palato.

Abitudini in terrario

Sistemazione: Prima di tutto bisogna porsi una domanda…. Vogliamo un terrario scenico, e quindi biotopo, però più complicato dal punto di vista manutentivo? Oppure una teca sterile, con semplice manutenzione? Se optiamo per il primo tipo, dovremmo scegliere un terrario interamente in vetro, o in legno con le porte frontali in vetro scorrevole. Le misure dovranno essere di almeno 50x40x40 per il singolo, per poi aumentare con l’eventuale arrivo di altri esemplari. Dovranno sempre esserci delle prese d’ aria posizionate sui lati opposti rispettivamente in alto e in basso. Come substrato bisognerà assolutamente evitare la sabbia in tutte le sue forme! In maggior modo quelle specifiche per rettili. Spesso la sabbia sen ingerita causa occlusioni intestinali che possono portare alla morte. Opteremo infatti per ciottoli delle giuste dimensioni, oppure per torba o scaglie di faggio, il tutto sterilizzato. Potremmo aggiungere alcune piante (meglio se finte) per abbellire il tutto. Useremo anche dei rami o sassi di grosse dimensioni (lastre di ardesia), l’importante è come ho gia detto è che sia tutto sterilizzato e ben stabile. Ci dovranno essere almeno due tane, una asciutta nella zona riscaldata, e una umida (riempita di torba o fibra di cocco) sempre bagnata. Il riscaldamento sarà fatto usando un cavetto o tappetino posto sotto due terzi del terrario, oppure usando una lampada (preferibilmente in ceramica, così che la luce emessa da uno spot non infastidisca l’animale) posto in un angolo del terrario. Le temperature dovranno cambiare in base alla zona del terrario e alle ore del giorno. La teca sarà divisa in zona calda, cioè quella riscaldata. Dove le temperature oscilleranno tra i 30-32 gradi, e quella fredda dove ci saranno 25-26 gradi. Tutto questo durante il giorno, di notte invece potremmo staccare qualsiasi tipo di riscaldamento (a patto che la temperatura naturale della stanza non scenda mai sotto i 18 gradi). Queste regole cambiano solo se avremmo a che fare con degli esemplari piccoli o deabilitati, e quindi sarà buona regola scaldare la teca anche di notte. Sarà indispensabile posizionare delle ciotole che serviranno come contenitori per l’ acqua e per alcuni tipi di cibo. Se invece optiamo per una teca sterile potremmo alloggiare i nostri animali anche in box di plastica delle giuste dimensioni. Come substrato useremo carta assorbente o dei tappetini di erba sintetica. Le regole per il riscaldamento, la posizione delle tane e delle ciotole non cambieranno da come descritto sopra.

Alimentazione

Questi sauri, come molti altri, sono insettivori e si cibano solo di prede vive. Gli offriremo insetti come grilli, blatte, locuste, tarme della farina e saltuariamente camole del miele (perché molto grasse e a lungo andare possono dare problemi). Gli insetti offerti dovranno essere delle giuste dimensioni, cioè la larghezza della preda non dovrà mai superare la larghezza tra gli occhi del geco! I piccoli mangeranno tutti i giorni fino ad arrivare ad un’ alimentazione a giorni alterni, o anche meno, al raggiungimento della taglia adulta.

Integrazione

Un altro tassello molto importante per l’allevamento di questi animali è l’integrazione di calcio e vitamine. Non è necessaria una lampada UVA/UVB però sarà indispensabile integrare la dieta con calcio e D3 in polvere (da cospargere sulle prede). Se vorremmo potremmo lasciare un tappino di calcio puro nel terrario. Eviteremo accuratamente integratori che oltre al calcio e la vitamina D3 contengano altre vitamine.

Riproduzione e bruma

Se volessimo provare a riprodurre i nostri animali sarà buona regola fargli fare un periodo di riposo invernale. Abbassare cioè le temperature gradualmente fino ad arrivare a tenere i nostri animali sui 18 gradi costanti, nei mesi da dicembre a febbraio. In questo periodo non dovremmo alimentarli, ma lasciare sempre a disposizione la ciotola con l’acqua. Al termine del periodo prefissato per la bruma, inizieremo ad alzare di nuovo le temperature fino a farle tornare a regime. Una volta che i gechi avranno ripreso a mangiare inizieranno ad accoppiarsi (io preferisco dividerli in questo periodo così da monitorarli meglio). La femmina deporrà dopo circa 3-4 settimane dall’ accoppiamento (in una tana riempita di torba umida). Potrà fare fino a 10 deposizioni da due uova ciascuna. Da una deposizione all’ altra passeranno dalle 2 alle 3 settimane. Le uova andranno spostate in un incubatrice con temperature sui 30.32 gradi, se vorremmo delle nascite maschili, e sui 27-28 gradi se vorremmo invece nascite femminili. Il tempo di schiusa è indirettamente proporzionale alla temperatura. Più alta sarà e meno tempo impiegherà il feto a svilupparsi, la temperatura però non dovrà mai superare i 33-34 gradi, perché rischieremo la vita dei nascituri. L’umidità dovrà oscillare tra il 60% e il 70%.

Grazie alle mie esperienze avute con questi splendidi gechi, mi sento di consigliarne l’allevamento a tutti! Non solo ai neofiti ma anche a chi li ha sempre “snobbati” perché molto comuni.

Articolo di Valentina Dalla Pria

Specie di rettili

 Pitone reale

Pitone reale

Il Pitone reale è un piccolo pitone africano che abita perlopiù le praterie e le savane dell’Africa centro-occidentale

 Boa costrictor

Boa costrictor

Il boa è un serpente parzialmente arboricolo e un ottimo predatore che in natura si nutre di piccoli mammiferi in tutte le taglie

 Morelia

Morelia

La Morelia spilota appartiene alla famiglia dei Boidi, sottofamiglia Moreliae, come tutti i pitoni è un ofide oviparo

 Physignatus Cocincinus

Physignatus Cocincinus

Il physignatus cocincinus vive nelle foreste pluviali del sud-est asiatico, solitamente nelle vicinanza di corsi d'acqua

 Tarentola Mauritanica

Tarentola Mauritanica

Questo simpatico geco ha una colorazione grigio-brunastra ed è lungo dai 15 ai 18 cm, ma raramente superano i 18

 Coronella austriaca o colubro liscio

Coronella austriaca o colubro liscio

Il colubro liscio è probabilmente il nostro serpente meno conosciuto, grazie alla sua piccola dimensione 50-60 cm

 Biscia dal collare

Biscia dal collare

Questa specie raggiunge mediamente i 120 cm di lunghezza, ma ci sono casi di esemplari che possono arrivare ai 200 cm

 Iguana

Iguana

L’iguana è un specie arboricola e in natura tende a vivere nelle vicinanze dei corsi d’acqua ove trova rifugio in caso di pericolo

 Clamidosauro

Clamidosauro

Il clamidosauro è un animale australiano. Si distingue dai suoi simili per la membrana scagliosa dai bordi dentellati sotto il capo

 Lucertola campestre

Lucertola campestre

E' un rettile molto utile, addomesticabile e inoffensivo; depone circa 10 uova sotto terra nel mese di settembre

 Ramarro

Ramarro

Il ramarro è una bella lucertola di circa 40 centimetri di lunghezza, comune nelle siepi e nei boschi dell'Europa

 Vipera

Vipera

La vipera comune può misurare fino a 80 cm, ha una testa triangolare ben distinta dal corpo, la sua livrea va dal grigio al marrone

 Geco Leopardino

Geco Leopardino

Il geco leopardiano, o Eublepharis Macularis, è un piccolo sauro originario dell’Afghanistan, Iraq, Iran Pakistan

 Coccodrillo

Coccodrillo

I coccodrilli sono grossi rettili anfibi, che si sono ben adattati alla vita acquatica, delle regioni tropicali. Hanno la testa grossa