Cane Pastore della Brie "Berger de la Brie o Briard"

Paese d'origine: Francia.
Classificazione F.C.I.: Gruppo 1 - cani da pastore.
Cenni storici e origini
Il Pastore della Brie è una razza ritenuta molto antica e diffusa, esisteva già ai tempi di Carlo Magno che ne fu allevatore: il Pastore delle Briard, grazie alla sua notevole diffusione fu presentato e ufficialmente iscritto al Libro Origini Francese con il nome di "Pastore di Brie all'esposizione parigina del 1886".
Carattere e temperamento
Prezioso ausiliario dell'uomo nell'esercizio della pastorizia, il Brie è anche un ottimo cane da difesa personale, elegante come compagno di passeggio, bravo guardiano della casa e dei bimbi con i quali gioca molto volentieri, mai mostrandosi stanco e sopportando docilmente le inevitabili loro angherie. Cane rustico, elastico, muscoloso e ben proporzionato, dall'andatura vivace e sveglia.
Aspetto generale
Il pastore della Brie è un cane agile, muscoloso e ben proporzionato. La testa è lunga con depressione fronte-nasale marcata con peli che formano una barba, le sopracciglia coprono leggermente gli occhi, la canna nasale è diritta, il tartufo nero, gli occhi sono grandi, di colore scuro, le orecchie sono inserite alte, e portate erette. Il collo è muscoloso e ben proporzionato, il torace è largo e profondo, il dorso diritto e la groppa leggermente inclinata. Ben muscolosi, con forte ossatura e appiombi corretti. Gli arti sono diritti e muscolosi, la coda è portata bassa. Il mantello è formato da pelo lungo e ruvido con leggero sottopelo, i colori sono tutti ammessi escluso il bianco, (nero-ardesia-fulvo e grigio).
Standard
Altezza: maschi, da 62 a 68 cm al garrese; femmine, da 56 a 64 cm al garrese.
Peso: da 28 a 34 kg.
Tronco: torace largo e profondo, ben disceso fino al gomito. Il torace non deve mai essere stretto. Il dorso è dritto. La groppa è poco inclinata, di forma leggermente arrotondata.
Testa e muso: testa lunga e forte, con depressione fronto-nasale marcata e posta a eguale distanza dalla sommità della testa e dall’estremità del tartufo, guarnita di peli che formano barba, baffi e sopracciglia che leggermente velano gli occhi. La fronte è molto lievemente arrotondata. La canna nasale è rettilinea. Il muso non è né stretto né appuntito.
Tartufo: più quadrato che rotondo, sempre di colore nero, grosso e aperto.
Denti: forti, bianchi e perfettamente combacianti. Completi nel numero.
Collo: muscoloso e che esce bene dalle spalle.
Orecchie: inserite alte. A volte amputate e portate erette. Non aderenti e piuttosto corte se lasciate integre.
Occhi: orizzontali, bene aperti, piuttosto grandi, non a mandorla, di colore scuro, di espressione intelligente e calma. L’occhio grigio in un grigio non è penalizzabile. Non deve mai essere chiaro.
Arti: ben muscolosi, con forte ossatura ed appiombi corretti. Garretti non troppo bassi ed angolati, con metatarsi tendenti alla verticale. I piedi sono forti, di forma rotondeggiante. Le unghie sono di color nero. Le suole sono dure, le dita sono chiuse. Speroni doppi agli arti posteriori.
Andatura: disinvolta e abbastanza rapida in tutti i tipi.
Spalla: abbastanza obliqua.
Muscolatura: ben sviluppata in tutte le parti del corpo. Più evidente negli arti posteriori che in altre parti del corpo.
Coda: integra, ben guarnita di pelo, formante uncino all’estremità, portata bassa, mai deviata. Deve raggiungere la punta del garretto od oltrepassarlo al massimo di cinque centimetri.
Pelo: flessuoso, lungo, secco. Somiglia molto al pelo di Capra. Con leggero sottopelo. Mai troppo corto né fino.
Colori ammessi: tutti i colori uniformi sono ammessi, salvo il nero con troppi riflessi rossastri, salvo il fulvo molto chiaro o il fulvo non sufficientemente caldo, salvo il bianco, il marrone, il mogano, il bicolore. I colori carichi sono da preferire. Da non confondersi il bicolore con una tinta leggermente più chiara all’estremità, che rappresenta solo un inizio di depigmentazione. Questa tinta leggermente più chiara deve rimanere nella stessa gamma di colore. Il fulvo deve essere caldo ed uniforme, non chiaro né slavato.
Difetti più ricorrenti
Prognatismo, enognatismo, mancanza di premolari, misure fuori standard, colori del manto non ammessi, carattere timido o aggressivo, monorchidismo, criptorchidismo, movimento scorretto, retrotreno difettoso, speroni semplici, assenza di speroni, unghie bianche, dorso insellato, groppa avvallata, occhio piccolo o chiaro, canna nasale montonina, muso appuntito, tartufo chiaro.
Standard a cura di Federico Vinattieri





























