Cane Pastore Bergamasco

Paese d'origine: Italia.
Classificazione F.C.I.: Gruppo 1 - cani da pastore e bovari (escluso bovari svizzeri).
Origine e storia
L'origine del Cane da Pastore Bergamasco si perde nella notte dei tempi e si confonde inevitabilmente con quella di tante altre razze da pastore europee. La presenza dei suoi più diretti predecessori è storicamente accertata, lungo l’intero arco alpino, sin dai tempi dell'impero romano. Gli storici di allora descrivono un cane a pelo lungo e dal color bianco sudicio (nel quale è facile riconoscere il color caffellatte, tecnicamente definito color “isabella”), utilizzato con grande soddisfazione dalle popolazioni cisalpine, al seguito delle greggi e delle mandrie al pascolo. Le carovane di popolazioni barbariche che nel tempo attraversarono le Alpi ebbero l'effetto di disperdere questa razza tipica dei luoghi che venne via via sostituita od incrociata con altre razze sino alla sua progressiva ed ingiustificata scomparsa. Da allora cadde l'oblio su questa razza e non se ne seppe più nulla sino agli inizi del 900, quando alcuni appassionati cinofili ne ritrovarono alcuni esemplari nelle valli bergamasche, da cui l'appellativo di “Bergamasco”. Infatti è proprio grazie alla tradizionale autonomia delle genti bergamasche, gelosamente arroccate sulle proprie montagne, che gli ultimi esemplari di questo mitico cane continuarono a vivere, lavorare e riprodursi, evitando così la totale estinzione.
Carattere e cure
Il Bergamasco, oltre che aver conservato intatto l'istinto del pastore che ha sviluppato nella solitudine degli alpeggi, un forte attaccamento al proprio padrone: con questi egli condivideva il lavoro, il cibo e il giaciglio. Il Bergamasco è pertanto abituato ad ascoltare il proprio padrone e assimila in fretta i comandi che gli vengono impartiti. Fra le infinite necessità della pastorizia, spicca quella di far pascolare le greggi o le mandrie senza che queste sconfinino nei campi coltivati o nella proprietà altrui. Il Bergamasco è quindi abituato ad individuare le differenti colture, e in genere, tutti i segnali che il territorio presenta. Parallelamente, è attratto dalle linee di confine e, percorrendo una strada o un sentiero, tenderà a farlo solo lungo uno dei due lati. Il morso è un complemento delle sue capacità, essendo egli in grado di dosarne l'intensità con estrema precisione, e questo lo rende particolarmente affidabile. Per carattere si sentirà sempre amico e collaboratore dell'uomo: riuscirete ad insegnargli qualunque cosa, ma mettete in bilancio che potrebbe rifiutarsi di ubbidire a un ordine inutile o assumere iniziative di difesa senza che mai l'abbiate addestrato allo scopo. E’ comunque grazie alla sua proverbiale adattabilità che lo ritroverete sempre al vostro fianco, in cima alle montagne o in fondo ai piedi del letto. Essendo un cane di montagna, il “Bergamasco” è protetto da un pelo abbondante. La pessima usanza di lasciare che il pelo cresca sino a strisciare per terra, oltre che non essere tipica e del tutto infondata, è fonte di grande disagio e malattie per il cane senza peraltro produrre alcun risultato positivo.
Aspetto generale
Cane di media mole, di aspetto rustico e con pelo abbondante. Di forte costruzione e di eccellenti proporzioni, la sua struttura è quadrata: visto in sezione laterale, la lunghezza del tronco, misurata dalla punta della spalla alla punta della natica, deve essere pari all'altezza al garrese.
Standard
Lo «standard» è stato redatto dal prof. Antonio Solaro nel 1958
Altezza al garrese: per i maschi, 60 cm; per le femmine, di 56 cm; con un'oscillazione di due centimetri in più o in meno.
Peso: maschi, 32-38 kg; femmine 26-32 kg.
Proporzioni: tronco uguale all’altezza; lunghezza della testa uguale ai 14/10 dell’altezza al garrese; altezza del costato è uguale alla metà dell’altezza al garrese.
Tronco: la lunghezza è pari all'altezza al garrese (se misurato dalla punta della spalla alla punta della natica). In questo caso si dice che il tronco sta nel quadrato.
Testa e muso: il cranio ha uguale lunghezza al muso. La testa ha una forma parallelepipeda, anche se non è ben visibile a causa del folto pelo. Il cranio è largo e lievemente convesso nella zona compresa tra le due orecchie. Il muso via via che si va verso la l’estremità si assottiglia e le due facce laterali convergono leggermente, questo fa si che il muso non sia a punta ma tronco. La larghezza del muso equivale alla metà della sua lunghezza.
Occhi: scuri.
Tartufo: nero, ampio ed evidente.
Denti: completi nello sviluppo, nel numero e con incisivi regolarmente allineati.
Collo: di profilo leggermente convesso e di poco più corto della testa. E’ circa l’80% della lunghezza totale della testa.
Pelle: sottile ed aderente in tutto il corpo.
Arti: l'altezza degli arti anteriori è il 50% dell’altezza al garrese. Devono presentarsi in appiombo e ben proporzionati al tronco. Arti posteriori in appiombo sia di profilo che visti da dietro. I polpastrelli devono essere neri.
Spalla: massiccia, è circa ¼ dell’altezza al garrese. Deve avere un’inclinazione di 45-55 gradi rispetto al piano orizzontale.
Muscolatura: ben sviluppata in tutto il corpo, soprattutto negli arti posteriori.
Linea superiore: sempre rettilinea.
Coda: si trova all'ultimo terzo della groppa; deve apparire grossa, robusta e totalmente ricoperta di pelo.
Pelo: molto abbondante in tutto il corpo, in particolare a metà del tronco e con la tipica tessitura ruvida detta “a boccoli”. Il Bergamasco è caratterizzato da due differenti tipi di pelo: prevalentamente caprino nella sua metà anteriore e prevalentemento pecorino nella metà posteriore. Il pelo caprino è per definizione ispido e non si infeltrisce; la presenza delle taccole deve quindi essere ammessa solo ed esclusivamente nella parte posteriore, dove la prevalenza di pelo lanoso favorisce la formazione dei grumi di pelo; qualunque eccesso di taccole non deve essere considerato un merito, bensì una grave degenerazione della razza.
Colore: il colore tipico del mantello è Grigio a macchie, Nero Zaino e Isabella (color caffèlatte). Sono ammesse tutte le tonalità di grigio.
Difetti più ricorrenti
Assi cranio-facciali divergenti o convergenti, prognatismo, altezza fuori standard, depigmentazione totale del tartufo, enognatismo, canna nasale montonina o concava, coda a tromba, anurismo, brachiurismo, criptorchidismo o monorchidismo.
A cura di Silvia e Roberto Biza: www.pastorebergamasco.com





























